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Una vita da invisibile

Mi chiamo Hassan e vivo a al Lingotto di Torino, anche se qui, tutti chiamano ‘Ex Moi’ il posto dove vivono i ragazzi stranieri. Forse a nessuno interessa sapere come vivono, ma io sono uno di loro e voglio raccontarlo. E’ difficile vivere così, giorno dopo giorno, senza lavoro, senza riscaldamento, senza acqua calda. Noi non siamo qui di nascosto, siamo arrivati dal mare, a Lampedusa, a Pozzallo; abbiamo tutti i documenti e questo rende la nostra situazione più assurda e noi sempre più stanchi. [twitter_share]A volte ho pensato di andare in un altro paese, dove si può vivere meglio, ma le nostre impronte sono qui e abbiamo dovuto scoprire la convenzione di Dublino e capire che non possiamo lasciare l’Italia.[/twitter_share]

La Dublino uccide e io mi chiedo come può l’Europa avere una legge per far morire poco a poco gli stranieri come noi, che siamo solo poveri, che non abbiamo potuto vivere nei nostri Paesi per la guerra o per la fame. Noi non sapevamo che avremmo trovato questo dall’altra parte del Mediterraneo. A volte quando cammini ti accorgi che qualcuno sta cambiando strada perché ti ha appena visto, forse ha paura del colore della nostra pelle o ricorda che qualcuno una volta lo ha derubato. Tra noi ci sono persone buone e cattive e anche tra gli Italiani è così, ma io non cambio strada. Questa cosa non ha senso. Prima dell’Italia, non avevo mai visto questa cosa. Vorresti fermarti e gridare: “Vieni qui, voglio raccontarti la nostra verità”, ma forse correrebbero solo più veloce e allora stai zitto e pensi che non era il momento più adatto per dirlo. Ho deciso che voglio scrivere, raccontare a tutti, anche a noi stessi, la nostra storia. Forse con delle poesie o con uno spettacolo teatrale. Non scrivo perché diventi famoso il mio nome, il mio nome non è importante, vorrei che tutti lo dimenticassero e ricordassero solamente quello che è scritto e che è stato scritto da uno di noi. Spero che tanti che vivono come me avranno voglia di fare lo stesso. La verità su di noi è nascosta, invisibile. Molti neppure si chiedono “perché quello lì rovista tra i rifiuti? Perché raccoglie le cose che per gli altri non sono più buone?”. La verità su di noi è fa male, per questo nessuno la vuole sentire ma noi non possiamo più aspettare, dobbiamo, per forza, trovare il momento più adatto per dirla. Hassan è somalo, è arrivato a Lampedusa da Tripoli nel 2008 e risiede a Torino dal 2010. Oggi il suo sogno è di diventare uno scrittore. Attualmente sta lavorando alla stesura di monologhi teatrali sui temi dell’accoglienza e dell’integrazione.

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