“Fuggita per non sposare mio fratello, aiuto le altre donne rifugiate”

Mwavita è originaria della Repubblica democratica del Congo, vive in un campo profughi in Tanzania dove è vice presidente del comitato direttivo. Negli ultimi 11 anni quasi tre milioni di persone sono fuggite dalla RDC a causa dei continui scontri che insanguinano la parte Est del paese, ma la storia di Mwavita racconta di un’altra fuga, da un’altra guerra, scoppiata tra le mura domestiche. Era una ragazzina di 14 anni quando i suoi genitori le rivelarono che era stata adottata e le ordinarono di sposarsi con stesso fratello. Mwavita non poteva obbedire a quel ordine, suo fratello, anche se non di sangue, restava suo fratello e lei non avrebbe mai potuto sposarlo. Così, quella che fino a un attimo prima era stata la sua famiglia si rivelò in tutta la sua crudele determinazione: avrebbe sposato chi le indicavano o l’avrebbero uccisa.

Mwavita decise che la fuga era l’unica opzione che le era rimasta. Lasciò il suo paese per cercare rifugio in Tanzania. Nel campo di Lugufu, dovette imparare a ricominciare da sola e col passare del tempo, mentre la comunità in cui viveva diventava la sua nuova famiglia, Mwavita ha cominciato ad affermarsi come leader diventando, per il suo coraggio e le sue attitudini, un riferimento per le rifugiate che, come lei, vivevano nel campo.

Mwavita è portavoce e leader delle donne rifugiate da più di 12 anni. “Come leader – spiega – collaboro sempre con la gente, convoco riunioni e condivido le informazioni con gli altri. Mi piace quando le persone lavorano insieme per risolvere i problemi della comunità”. Nonostante i suoi successi, deve confrontarsi continuamente con le pesanti riserve culturali che la comunità maschile esprime nei confronti delle donne: “Alle riunioni, anche quando propongo una buona idea, gli uomini mi dicono: ‘ Che cosa conta quel che pensi tu? Non se neppure andata a scuola…’ Così adesso mi impegno molto perché le ragazze studino e non debbano affrontare quel che affronto io”.

“Credete in voi – consiglia Mwavita alle giovani che la ascoltano – sono una leader prima di tutto perché ho sentito che sarei stata in grado di esserlo. Allo stesso modo, ricordate sempre di avere fiducia nella comunità e di trattare tutti con rispetto perché siamo tutti esseri umani”

Oggi Mwavita ha 47 anni e vive nel campo di Nyarugusu, Insieme all’UNHCR, che ha raccolto e diffuso la sua storia, partecipa all’ideazione e alla realizzazione di percorsi di emancipazione destinati alle donne rifugiate.