Daniel, 20 anni, rifugiato: “Dentro di me una tragedia senza fine”

Daniel è arrivato in Europa dall’Africa occidentale, aveva solo 16 anni quando un taxi lo ha lasciato davanti alla sede dello Scottish refugee council. A quel tempo Daniel era completamente solo in un mondo estraneo, sapeva a mala pena dove si trovasse e non parlava neanche una parola d’inglese.

“Io sono arrivato nel Regno Unito accompagnato da un agente, lui mi ha portato dall’Africa a Londra e infine a Glasgow. Alla stazione ha pagato un tassista per portarmi alla sede del SRC ed è andato via. Prima di lasciare l’Africa non avevo mai visto quell’uomo, era stato mio zio ad affidarmi a lui, per salvarmi. Mio padre era membro di un partito di opposizione e così scappò via prima che il governo lo facesse uccidere, ma le forze governative vennero a cercarlo nel nostro appartamento, arrestarono me, mia madre e mio fratello ed appiccarono il fuoco alla nostra casa. Ci hanno rinchiuso in una prigione, poi mia madre è stata spostata e non l’ho mai più rivista. Non so neanche che cosa ne sia stato di mio fratello, io sono riuscito a scappare perché mio zio conosceva una delle guardie, ma non è riuscito a farci uscire entrambi.”

Daniel viene assegnato ai servizi sociali e per otto mesi alloggia in un pensionato per senza tetto, dopo alcuni colloqui con funzionari del ministero degli interni si decide a compilare il questionario destinato ai richiedenti asilo.

“Io non capivo quanto fosse importante ottenere l’asilo- “Asilo” era una parola che mi disorientava. Ero un ragazzino, ero spaventato e pensavo solo che volevo tornare a casa. Adesso ho rivoluzionato la mia vita, ho un titolo di studio e una qualifica professionale, ma quello che ho passato è sempre nei miei pensieri. Anche adesso che le cose nella mia vita vanno un po’ meglio mi porto dentro una tragedia senza fine”

Oggi Daniel ha 20 anni, vive a Glasgow e gli è stato riconosciuto l’asilo politico. Ha deciso di condividere e diffondere la sua storia tramite lo Scottish Refugee Council perché leggerla potesse essere di aiuto ad altri. La croce rossa grazie al suo ufficio ricerche lo sta aiutando a rintracciare i suoi familiari.