Dall’Eritrea alla Gran Bretagna per dormire per strada

Anthony è nato in Eritrea. Quando aveva 10 anni suo padre è morto e sua madre, malata, ha deciso di mandarlo da uno zio che viveva in Sudan, per evitare che dovesse partire per fare il soldato. “Mio padre era un militare, era morto così, combattendo. Mia mamma voleva salvarmi la vita, evitare che anche io facessi la stessa fine”. Per tre anni Anthony ha lavorato nel bar dello zio, spesso con turni massacranti senza mai andare a scuola: “Mio zio mandava a scuola i suoi figli, ma me no”.

Il trattamento dello zio divenne ancora più duro quando la madre di Anthony, che non si era mai ripresa dalla malattia, morì. Il ragazzo vedeva i suoi sogni allontanarsi di giorno in giorno. Avrebbe voluto studiare, avere la possibilità di costruirsi un futuro: per questo, appena compiuti 14 anni, decise di fuggire, alla ricerca di un luogo dove vivere e crescere. Anthony è arrivato in Europa quando era poco più di un bambino. L’ha attraversata da solo: dalle coste del Mediterraneo fino al Regno Unito. Lì si è fermato per presentare richiesta di asilo e ha provato ad iscriversi ad un college.

Non immaginava che anche in Gran Bretagna sarebbe stato tanto difficile studiare: “Un professore mi disse che solo una volta ottenuto lo status di rifugiato sarei potuto entrante al college”. Anthony attende per cinque lunghissimi anni. Quando gli viene comunicato il responso della commissione scopre che la sua richiesta è stata respinta e non ha più diritto ad alcuna forma di assistenza. “Mi hanno preso – ricorda il ragazzo – in 4- 5 persone e mi hanno sbattuto fuori di casa, con tutte le mie cose”. “Vivo una vita precaria, a volte ho un letto per dormire, altre volte dormo per strada; a volte mangio e altre volte no e spesso non ho un posto per fare una doccia.”

L’associazione Refugee Action, che ha raccolto e diffuso la sua storia, sta cercando per Anthony un posto sicuro dove stare e lo sta aiutando a presentare nuovamente richiesta di asilo.