La vita del richiedente asilo: in un limbo, senza poter lavorare

Nel suo paese, la Repubblica del Congo, Patricia era un’infermiera pediatrica, lavorava all’ospedale e nella farmacia di sua madre. “È stata uccisa – spiega Patricia- perché non condivideva l’operato del governo. Mio marito decise a lasciare il Paese per salvarsi la vita, perché anche lui era membro del partito d’opposizione”

Patricia nonostante le difficoltà decide di restare e con coraggio resiste per cinque anni, ma nel suo Paese le “colpe politiche” della sua famiglia sono un marchio che è pericoloso portarsi addosso. Così nel 2003, anche Patricia si vede costretta a partire: decide di dirigersi nel Regno Unito per richiedere l’asilo politico. “All’inizio all’ufficio migrazioni non credettero alla mia storia e mi rifiutarono l’asilo. La vita da richiedente è molto frustrante, non ti è permesso di lavorare né di frequentare corsi full time. A vivere così si può diventare matti”

Dopo aver trascorso i suoi primi anni in Regno Unito passando da un centro di detenzione a un altro si è trasferita a Glasgow, dove grazie all’aiuto e al supporto dello Scottish Refugee Council ha ottenuto finalmente l’asilo politico e ha potuto constatare quante donne come lei avessero ancora bisogno di essere aiutate. Oggi Patricia fa parte del Refugee Women’s Strategy Group che si occupa di informare e aiutare le donne per tutti gli aspetti concernenti il diritto d’asilo ma anche di incoraggiarle e sostenerle psicologicamente.

“Col nostro lavoro possiamo cambiare le cose, grazie a una nostra richiesta, per esempio, abbiamo ottenuto per le donne richiedenti asilo in Scozia, l’attivazione di un programma di assistenza all’infanzia che metta le madri in condizione di partecipare liberamente ai colloqui organizzati dall’ufficio immigrazione. Io ho finalmente finito il mio iter burocratico ma voglio continuare a collaborare con il gruppo per aiutare altre persone. Qui mi hanno insegnato a vedere che non sono la sola.”

Berthe Patricia Nganga ha 44 anni e viene dalla Repubblica del Congo. Nell’agosto del 2011 le è stato riconosciuto l’asilo politico. Oggi vive a Glasgow dove è membro del Women Strategy Group, gruppo sostenuto dallo Scottish Refugee Council.